Come scegliere i parabordi per barca: guida pratica

Quando rientri in porto, un ormeggio ben preparato ti permette di goderti gli ultimi momenti della giornata in mare con più tranquillità. Tra gli accessori da controllare ci sono i parabordi: semplici da utilizzare, ma da scegliere e posizionare con attenzione.

La loro funzione è attutire il contatto tra lo scafo e la banchina, oppure tra imbarcazioni affiancate. Per essere efficaci, però, devono essere adatti alla barca e al punto di ormeggio.

Da cosa partire nella scelta

La lunghezza dell’imbarcazione è un primo riferimento, ma non basta da sola. Contano anche il peso, la forma dello scafo, l’altezza della banchina e le condizioni del posto barca.

Un ormeggio riparato può avere esigenze diverse rispetto a uno esposto al vento, alla risacca o al passaggio frequente di altre imbarcazioni.

Per scegliere la misura, consulta le indicazioni del produttore relative al modello che stai valutando. Evita di scegliere un parabordo soltanto perché occupa poco spazio: deve prima di tutto offrire una protezione adeguata.

Parabordi cilindrici o sferici?

I parabordi cilindrici hanno una forma allungata e si prestano alla protezione delle fiancate. A seconda del modello e delle indicazioni del produttore, possono essere utilizzati in verticale oppure in orizzontale.

Quelli sferici sono più ingombranti e possono essere utili quando serve mantenere una maggiore distanza tra le superfici, per esempio in alcuni ormeggi con imbarcazioni affiancate.

Esistono anche soluzioni specifiche per particolari punti dello scafo. La scelta dipende quindi dall’uso previsto: osserva dove potrebbe avvenire il contatto e quale forma permette di proteggere meglio quella zona.

Quanti parabordi servono?

Non esiste un numero valido per tutte le barche. L’obiettivo è proteggere i punti di possibile contatto lungo la fiancata, tenendo conto anche dei movimenti dell’imbarcazione.

Concentrarli tutti nella stessa zona può lasciare altre parti dello scafo esposte. Prima di completare l’ormeggio, controlla come sono distribuiti e valuta se occorre spostarli o aggiungerne altri.

Tenere un parabordo aggiuntivo pronto all’uso può essere utile per gestire un punto di contatto imprevisto.

Come posizionarli correttamente

Un buon parabordo, sistemato all’altezza sbagliata, può lasciare lo scafo senza protezione.

Prima dell’avvicinamento prepara i parabordi sul lato previsto per l’ormeggio. Una volta raggiunto il posto barca, verifica che si trovino effettivamente tra lo scafo e la superficie da cui proteggerlo.

Controlla soprattutto:

  • L’altezza: il corpo del parabordo deve intercettare il punto di contatto.
  • La distribuzione: proteggi le zone esposte, senza lasciare intervalli eccessivi.
  • Il fissaggio: usa cime in buone condizioni e punti adatti, evitando elementi fragili.
  • I movimenti della barca: risacca e variazioni del livello dell’acqua possono rendere necessaria una nuova regolazione.

I parabordi lavorano insieme a un ormeggio eseguito correttamente: non compensano cime disposte male o movimenti eccessivi dell’imbarcazione.

Gonfiaggio e manutenzione: i controlli da non trascurare

Per i modelli gonfiabili, segui sempre le indicazioni del produttore sulla pressione. Un parabordo non deve essere gonfiato “a occhio” fino a diventare rigido: deve poter svolgere la propria funzione ammortizzante.

Durante i controlli periodici verifica lo stato di valvole, occhielli e cime di fissaggio. Se noti perdite d’aria, deformazioni o parti danneggiate, valuta l’intervento previsto dal produttore o la sostituzione.

Anche la pulizia conta. Risciacqua con acqua dolce e utilizza prodotti compatibili con il materiale. Sabbia e sporco intrappolati tra parabordo e scafo possono favorire segni e abrasioni.

Se utilizzi copriparabordi, mantieni puliti anche quelli.

Gli errori più comuni da evitare

Scegliere una misura insufficiente, posizionare i parabordi troppo in alto o troppo in basso e lasciare le cime deteriorate sono errori che possono ridurre la protezione dello scafo.

Un’altra abitudine da evitare è mantenere sempre la stessa disposizione senza considerare il nuovo punto di ormeggio. Ogni banchina richiede un controllo delle altezze e delle distanze.

Bastano pochi minuti prima e dopo la manovra per verificare che tutto sia al posto giusto.

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Il piacere di navigare comincia anche da un ormeggio curato.